Vatileaks, il primo report: la Commissione cardinalizia riferisce a Benedetto XVI


Città del Vaticano 16 giugno 2012 – I cardinali Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi, membri della Commissione di inchiesta sulla sottrazione di documenti riservati della Sede Apostolica, riferiranno questo pomeriggio al Papa quanto emerso dalle loro audizioni. Lo comunica la Sala Stampa della Santa Sede.

DOPPIO BINARIO – L’inchiesta, giornalisticamente denominata Vatileaks, sulla fuga di documenti e notizie riservate dall’appartamento papale, è scoppiata all’indomani della pubblicazione del libro di Gianluigi Nuzzi Sua Santità, le carte segrete di Benedetto XVI (edizioni Chiarelettere) e procede su due binari paralleli. Uno, istruttorio (ma in senso più ampio anche ‘politico’), affidato alla Commissione cardinalizia istituita lo scorso 24 aprile; l’altro, giudiziario, nato dalle prime evidenze del lavoro della Commissione e poi affidato all’autorità inquirente della Santa Sede. Questa, lo scorso 25 maggio, ha infatti disposto l’arresto del maggiordomo papale Paolo Gabriele, sospettato numero uno delle sottrazioni documentali e – per ora – unico imputato del procedimento aperto dal promotore di giustizia della Santa Sede, Nicola Picardi.

ROGATORIA POSSIBILE – Il Vaticano non ha mai escluso, qualora necessario, di chiedere la collaborazione della autorità giudiziaria italiana. La Santa Sede potrebbe chiedere una rogatoria all’Italia per esempio nel caso che italiani chiamati a essere sentiti dai magistrati vaticani si rifiutassero di farlo. Dunque il fatto che non siano partite rogatorie dal Vaticano non significa a livello di ipotesi che gli inquirenti vaticani stiano sentendo cittadini italiani e acquisendo elementi da loro. L’inchiesta procede con pazienza e cautela, “e soprattutto – sottolinea padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana – “senza cercare capri espiatori”. Intanto oggi il Papa riceverà un primo quadro della situazione dai cardinali incaricati.

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