“Vaticangate, è in gioco la libertà di stampa”. Parla l’editore di Chiarelettere Lorenzo Fazio

“Solo il dovere di informare”. Lorenzo Fazio, editore di Chiarelettere, replica alle polemiche suscitate dalla pubblicazione di “Sua Santità”, il libro di Gianluigi Nuzzi con le carte segrete di Benedetto XVI. E chiede all’associazione dei giornalisti “una presa di posizione in favore della libertà di stampa”.

Intervista a Lorenzo Fazio di Rossella Guadagnini

VATICANO: GIULIETTI, ‘INTOLLERABILI’ ATTACCHI A NUZZI

(ANSA) – ROMA, 31 MAG – ”Non spetta a noi esprimere giudizi nel merito delle tesi e delle documentazioni contenute nel libro ‘Sua Santita” di Gianluca Nuzzi, edito da Chiarelettere,
ma non e’ tollerabile che da piu’ parti si invochino ‘interventi del governo’, ‘azioni della magistratura’, provvedimenti esemplari, magari anche il sequestro del libro”. Lo sottolinea Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, e annuncia: ”contrasteremo questa offensiva”.

”Si ipotizza persino il reato di ricettazione, il tutto con il malcelato obiettivo di intimidire l’autore e magari di sconsigliare altri giornalisti ed altre case editrici dal ritornare sul tema” viene spiegato da Giulietti in una nota. Per altro, ”se Nuzzi – continua – non avesse pubblicato quelle lettere, il medesimo materiale avrebbe potuto essere utilizzato per ricatti di ogni sorta ed anche per vere e proprie estorsioni”.

Secondo il portavoce di Articolo 21, ”le parti eventualmente lese hanno tutto il diritto di tutelarsi, ma le richieste che sono state avanzate contro autori e casa editrice di questo libro hanno pochissimi precedenti ed hanno lo sgradevole sapore del bavaglio”. ”Per queste ragioni, a prescindere da qualsiasi altra valutazione, contrasteremo – conclude Giulietti – questa offensiva, destinata, se non arginata, a generare nuovi e piu’ insidiosi attacchi alla libera circolazione dei documenti, delle notizie, delle opinioni”.(ANSA).

Chiarelettere, comunicato sul libro di Gianluigi Nuzzi: SUA SANTITA’

La casa editrice Chiarelettere in seguito alle polemiche suscitate dalla pubblicazione del libro “Sua Santità” di Gianluigi Nuzzi tiene a precisare che il suo autore, lungi dall’aver ricettato alcunché, ha svolto il suo dovere di giornalista portando a conoscenza della pubblica opinione documenti di interesse generale nel rispetto delle norme vigenti in Italia e in Europa.

Stupiscono pertanto alcune dichiarazioni tese a invitare il governo italiano ad appropriarsi di un ruolo che non gli compete in uno stato democratico e di conseguenza appaiono fuori luogo le interrogazioni parlamentari annunciate da alcuni esponenti del mondo politico dai quali, viceversa, ci si aspetterebbe una ferma presa di posizione in difesa della libertà di stampa.

Stupiscono altrettanto le continue accuse di ricettazione, evidentemente volte a diffamare la casa editrice e il suo autore, e in merito alle quali va ricordato che la Suprema Corte di Cassazione,  anche con riferimento all’art. 21 della Costituzione, ha più volte escluso che la ricezione di documenti riservati, e in ipotesi sottratti da terzi al legittimo proprietario da parte di un giornalista, possa essere considerata reato.

Inoltre la Corte europea dei diritti dell’Uomo, in applicazione dell’art. 10 della Convenzione, ha più volte garantito e tutelato il diritto dei giornalisti di porre in circolazione notizie riservate o sottoposte a segreto, al punto da aver condannato Stati membri per la posizione assunta nei confronti di soggetti che avevano fatto il loro mestiere attingendo a fonti segrete o riservate.

Chiarelettere Editore

The publisher Chiarelettere, following the controversy aroused by the publication of the book ”Sua Santità” by Gianluigi Nuzzi, points out that its author, far from having handled any stolen goods as Vatican claims, has done his duty as a journalist, bringing documents of general interest to the attention of the public, in compliance with the laws of Italy and Europe.

We are surprised by some statements designed to invite the Italian Government to take a role that is not its responsibility in a democratic state. Therefore the parliamentary questionings that have been announced by some members of the political world against the publication do not appear as appropriate. Conversely, one would expect from the Italian political world a firm stance in defense of the freedom of information.

We are surprised at the continuous accusations of receiving stolen goods, evidently aimed at defaming the publisher and the author. It must be remembered that the Italian Supreme Court, also with reference to art. 21 of the Constitution, has repeatedly ruled that the receipt of confidential documents by a journalist cannot be considered a criminal offense, even if stolen by a third party to its rightful owner.

In addition, the European Court of Human Rights, enforcing art. 10 of the Convention, has repeatedly guaranteed and protected the right of journalists to circulate information confidential or subject to secrecy, to the extent of having condemned Member States for the stance taken against individuals who had done their job by drawing on secret or confidential sources.

Chiarelettere